Scontri a Zanzibar

Zanzibar, Islamisti combattono in segno di protesta

I sostenitori del gruppo separatista islamico “Islamica Uamsho” (Risveglio), dopo la scomparsa di uno dei loro leader, Sheikhn Farid Hadi, hanno dato vita, a una serie di scontri con la Polizia di Stato.

Dal momento della scomparsa del leader islamico, avvenuta martedì 16 ottobre 2012, i sostenitori di Sheikhn Farid Hadi hanno iniziato a creare dei blocchi stradali e a saccheggiare negozi e uffici. Con il precipitare della situazione, e l’inutile intervento della polizia, il caos è degenerato in tutta la città.

I giornalisti e i turisti rimasti bloccati a Zanzibar, hanno assistito al lancio di lacrimogeni e al duro intervento della polizia sui manifestanti. Questi testimoni della situazione attuale a Zanzibar, hanno riferito che il saccheggio dei negozi è ad opera di rivoltosi forniti di machete, e con il viso coperto da un passamontagna.

Nel centro storico di Zanzibar, così come in tutta la zona di Stone Town, fino ad oggi, Giovedì 18 Ottobre, si è assistito all’intensificazione di poliziotti armati; impegnati in sporadici scontri con i rivoltosi.

“Le strade sono deserte…. E si possono vedere solo poliziotti armati in cerca degli ultimi rivoltosi” Questo è il messaggio che un residente di Stone Town ha scritto sulla propria pagina di fb emoticons.

La maggioranza musulmana che vive nell’isola di Zanzibar, dopo l’esclation di tensioni e di scontri con la polizia, si è detta molto preoccupata dell’attuale situazione politica nell’isola.

Secondo le stime di molti analisti, il gruppo Uamsho sta diventando sempre più popolare, vista anche la decisione del partito Civic United Front (CUF), di formare un governo di unità nazionale con il partito Chama Cha Mapinduzi (CCM).

Tutte le forze politiche e religiose hanno fatto un appello alla calma

I gruppi di rivoltosi, per la maggioranza composti da giovani sostenitori di Hadi, stanchi dall’attuale situazione politica e dalle delusioni che i partiti hanno offerto loro, da mercoledì mattina si sono raggruppati e hanno dato il via a una serie di scontri su larga scala. L’intero centro storico, e buona parte della città sono stati teatro di scontri tra i rivoltosi e la regolare polizia.

Abdallah Saidi, il segretario del partito Uamsho, messosi in contatto con alcuni giornalisti inglesi, ha riferito che nessuno all’interno del partito ha la più pallida idea di dove si trovi lo sceicco Farid. Saidi, in alcune precedenti interviste, aveva detto che “forse” la polizia, o alcuni gruppi scelti, potevano essere i responsabili della scomparsa dello sceicco. In questo modo, ha innescato la miccia che ha dato inizio agli scontri in tutta la città.

La risposta ufficiale della polizia, all’accusa di “rapimento”, è stata che la mancanza di uomini, impegnati nel fronteggiare gli scontri all’interno della città di Zanzibar, impedisce alla polizia di cercare il leader del partito Uamsho.

La situazione, ora sembra che stia tornando alla normalità, con la polizia impegnata a cercare il leader del partito Uamsho insieme ai suoi sostenitori. Il presidente di Uamsho, per il momento nega che i sostenitori del gruppo sono coinvolti negli attentati e nei saccheggi degli ultimi giorni.